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PSD2 e Zalando: cosa succede in Italia?

Il mese di gennaio 2019 è stato proprio un mese importante, se da una parte l’Italia ha visto entrare in vigore la normativa europea sui pagamenti digitali (PSD2) dall’altra si è letto dell’incredibile annuncio dell’ecommerce fashion Zalando che ha introdotto il pagamento posticipato.

Stiamo vivendo sicuramente una evoluzione-rivoluzione che è destinata a cambiare il mercato dei pagamenti per i consumatori, il modo di fare banca con l’arrivo sul mercato di nuovi attori che faranno fornitori di “servizi di tipo bancario“, quindi cambiano le regole del gioco e solo chi metterà al centro il consumatore con le sue esigenze e le sue necessità potrà crescere e far parte di questi mercati.

Infatti la chiave di successo per essere protagonisti è la personalizzazione dei servizi offerti, le nuove opzioni di pagamento infatti devono offrire un’esperienza di acquisto fatta su misura per i bisogni di ogni cliente.

Da un lato quindi abbiamo la direttiva PSD2 che offre ai consumatori maggiori opportunità di scelta tra tutti i servizi che i vecchi e nuovi proponenti offriranno, dalle banche ai terzi operatori denominati TPP, Third Party Provider. Questo permetterà di entrare in contatti con nuovi soggetti che consentiranno di svolgere operazioni di pagamento, ma anche offrire prestiti o effettuare investimenti.

La maggiore facilità con cui sarà possibile effettuare pagamenti consentirà ai consumatori di avere numerosi benefici, in primis risparmio su commissioni e spese grazie alla concorrenza sfrenata.
Tutto si semplificherà, ad esempio sarà possibile acquistare e pagare una canzone su iTunes interfacciandosi direttamente con la propria banca, senza intermediari grazie alle applicazioni realizzate dagli  TPP che utilizzano le API per far dialogare in modo sicuro i sistemi di tutti gli attori che operano sull’intera filiera del payment.

Dall’altra, nel nostro paese il colosso Zalando, con più di 25 milioni di clienti attivi in tutta Europa, ha annunciato l’introduzione di nuovi metodi di pagamento, esattamente servizi di pagamento posticipato, un sistema già sperimentato con successo in Francia. Zalando dà la possibilità ai clienti di acquistare prima, rimandare indietro alcuni prodotti e pagare successivamente, entro due settimane, solo quello che si è scelto di tenere. Questo sistema offre al cliente un periodo più lungo per il pagamento favorendo un maggior ricorso allo shopping online.

Innovazione e attenzione alle esigenze degli utenti possono mettere in discussione le vecchie logiche e gli equilibri storici!

Il vero significato di INNOVARE

Il vero significato di INNOVARE è, per noi, migliorare un prodotto o un servizio sulla base del bisogno espresso dal cliente, dando al risultato ‘finale’ un valore aggiunto, che permetta di guadagnare competitività nel mercato.

Vi sono due tipi di innovazioni:

  1. innovazioni incrementali, che consistono in un miglioramento o in un adattamento di una tecnologia già esistente
  2. innovazioni radicali, che comportano una rottura con la tecnologia disponibile in precedenza.

Ed ecco che la nostra piattaforma WorkArea @commerce si è innovata: ha una nuova interfaccia grafica “Windows Like”. Questo cambiamento non è semplicemente una questione estetica ma può cambiare significativamente la produttività!

L’interfaccia grafica di WorkArea @commerce rende più piacevole e user friendly l’ambiente per l’utilizzatore che si trova “guidato” nei servizi da richiedere grazie ai box che racchiudono servizi omogenei e un help a disposizione…un’interfaccia intuitiva e, perché no, appagante.

La nuova interfaccia grafica rende molto più semplice e rapido l’uso e il menù navigabile permette di avere una maggiore produttività.

WA_commerce_interfaccia

Non ci sono solo novità nell’ambiente di lavoro ma anche nella proposta commerciale, vi è la possibilità di acquisire Workarea @commerce con la formula di Noleggio, una modalità alternativa all’acquisto che non necessita di effettuare alcun investimento iniziale e paghi l’effettivo utilizzo, ossia il canone è lineare in base ai volumi di transazioni fatte sulla piattaforma.

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Usare i propri dati come valuta: provocazione o genialità?

A settembre è stato aperto un nuovo negozio The Data Dollar Store dove è possibile usare i propri dati come valuta: potrebbe essere una provocazione o una fantastica genialità?

In questo negozio “originalissimo” gli acquisti si fanno solo cedendo i propri dati personali!

Questa iniziativa ideata dalla società di cybersecurity Kasperky Lab è molto curiosa, perché per acquistare i prodotti in vendita non è necessario danaro di nessun tipo, niente criptovalute ma solo dati del proprio smartphone!

“Una maglietta è costata agli utenti le ultime tre foto scattate dalla videocamera del proprio smartphone. Una tazza? Tre screenshot delle conversazioni Whatsapp o degli sms.”

Per fare acquisti devi vendere i dati come foto, conversazioni WhatsApp, sms, etc…

Ed ecco che la monetizzazione dei dati personali dell’utente interessa a molte start-up, anche italiane, dove stanno investendo per creare dei progetti personalizzabili.

Alcuni anni fa ero apparso un articolo sul Financial Times dove trattava di un “calcolatore interattivo” che permetteva di stabilire con esattezza il valore dei dati personali fino a giungere ad un vero e proprio listino prezzo.

“Informazioni generali su una persona, come età, sesso e posizione valgono solo 0.0005 $ a persona o $ 0.50 ogni 1.000 persone”

Forse questi valori non sono più validi o devono essere aggiornati ma, non è questo su cui focalizzare la nostra attenzione, il punto cruciale sono le nostre impronte digitali che lasciamo ogni giorno in rete mettendo una spunta per accedere all’uso di servizi o prodotti, interessano a molte aziende per la profilazione dei prospect e acquisire nuovi potenziali clienti.

Le nostre tracce digitali possono essere molto utili per sapere:

• Cosa compriamo o cosa desideriamo comprare;
• Dove ci troviamo o dove siamo stati;
• Le foto dell’ultima serata con gli amici;
• Quali video sono stati visualizzati.

Da parte delle aziende sono richieste sempre più competenze sulla gestione dei Big Data e soprattutto il rispetto del GDPR – General Data Protection Regulation UE 2016/679 che entrerà in vigore il 25 Maggio 2018.

Stay tuned!

data quality valore dati aim

La mappatura digitale del mondo reale

Google sta proseguendo nella sua mappatura digitale del mondo reale migliorando sempre più il suo già formidabile database.

Gestire i dati e estrapolare il loro valore, è questo il motto di Google che a 10 anni dalla nascita di Street View annuncia telecamere più avanzate e performanti per acquisire sempre maggiori dati e più precisi.

“Le nuove telecamere saranno in grado di raccogliere più informazioni e più dettagliate.

Gli algoritmi di intelligenza artificiale dei sistemi piazzati sulle auto di Google permettono di riconoscere dalle scritte, anche minime, di cosa si stratta: nomi di vie, aziende, pubblicità, informazioni in generale”

Inoltre negli USA le Google cars sono dotate di sistemi rilevatori di fumi ed hanno iniziato a mappare anche la qualità dell’aria nelle città statunitensi.

Tutto questo che conseguenze avrà?
Molti prevedono interessanti e stravolgenti impatti sia sul sul settore immobiliare sia su quello assicurativo, basti pensare ai prodotti vita e salute….chissà se Google un domani andrà a vendere polizze oppure semplicemente i dati!?!?

Abbiamo condiviso con voi questa notizia per far riflettere come il “potere” è dato dall’accesso ai dati, la gestione e soprattutto l’estrapolazione del loro valore!

La parola d’ordine per le aziende è INNOVARE per poter raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi e sempre più importanti insieme a noi: AIM Techonology Partner

 

Robot Chatbot aim

L’intelligenza artificiale sostituisce gli Avvocati?

La notizia che l’Intelligenza Artificiale (AI) sostituisce gli avvocati ci ha incuriosito!

Negli uffici di Dla Piper, lo studio legale internazionale con sedi in 30 paesi del mondo, lavora  un “avvocato-robot” analizzando i contratti parola per parola per evidenziare anomalie o clausole da revisionare.
Anche nella loro sede italiana stanno sperimentando il software dall’inizio del 2017.

Questa fase sarà propedeutica per poter “insegnare” al robot-avvocato e giungere fino alla stesura dei contratti. Ad oggi sembra lontana la data in cui il robot potrà discutere la causa, ma, siete d’accordo con noi che la strada intrapresa delinea un’evoluzione e quindi cambiamenti nel settore?

Anche Deloitte, uno dei colossi della revisione contabile, ha assoldato l’intelligenza artificiale di Kira per provvedere alla correzione dei documenti.

Inoltre il robot Watson di Ibm è stato impiegato nella divisione bancarotta e fallimenti, per l’analisi dei documenti, rispondendo ai quesiti degli avvocati, fornisce loro citazioni e richiami legali. Secondo i suoi creatori, l’avvocato robot di Ibm può svolgere da solo il lavoro di cinquanta persone.

Dal 12 aprile scorso è iniziata l’era dei chatbot, software di intelligenza artificiale in grado di strutturare una conversazione con l’utente,  data in cui Mark Zuckerberg ha presentato i chatbot per Messenger. Naturalmente la conversazione con i chatbot si limita ad argomenti ben definiti come notizie meteo, comprare un biglietto o un paio di scarpe.

Per il momento in Italia c’è molto interesse da parte di società di marketing e customer care per introdurli nei propri customer service e uffici vendite.

Alla domanda se “l’intelligenza artificiale supererà l’uomo” nessuno sa rispondere ma i guru si lanciano in previsioni avveniristiche: tra 30 anni avremo robot che ci sostituiranno in molti processi.

Noi pensiamo che l’intelligenza artificiale servirà per evolvere ma gli esseri umani saranno sempre indispensabili. Come ogni tecnologia sarà d’aiuto all’uomo per facilitare il proprio lavoro, migliorare i processi di business e creare le condizioni per un ulteriore progresso…by AIM Technology Partner

Tsunami digitale e vulnerabilità dei business tradizionali

Lo Tsunami digitale e la vulnerabilità dei business tradizionali, è qui che per noi si racchiude la sintesi dell’intervento di Marco Montemagno, comunicatore ed esperto di tecnologia e di digitale che in occasione dell’evento Credit Village 2016 ha “travolto” la platea con con una visione interessante del “futuro presente” e sul quale vogliamo riflettere insieme.

Ecco quello che dalla platea, composta da banche, finanziarie, società di informazioni e recupero crediti, abbiamo ascoltato e siamo stati “conquistati” …ora vogliamo fare con voi alcune riflessioni per capire cosa sta succedendo nel nostro settore e coglierne tutte le opportunità.

Prima di tutto, un messaggio ben chiaro è che lo tsunami digitale non tocca solo alcuni settori ma arriva e coinvolge tutti, anche quei settori dove c’è una forte regolamentazione e apparentemente sembra difficile entrare come quello bancario-finanziario!

Non esiste Compliance, Privacy, Banca d’Italia, Questura che possa bloccare il futuro!

Rivolgendosi proprio agli operatori del nostro settore ci ha definito “eroi perché ancora vivi e sopravvissuti alla gabbia della normativa italiana” …pensate che il fondatore di Paypall nel nostro paese sarebbe andato in galera per la sua start-up!
Oggi comunque, ogni due minuti nasce una start-up grazie al sistema, che vi è dietro, studiato per guadagnare con le start-up e per conquistare i mercati come il nostro.

Dobbiamo quindi muoverci e decidere che strada percorrere per uscire dalle difficoltà e cavalcare l’onda, due possono essere le modalità: SPERARE o REINVENTARSI.
Per un imprenditore sperare non è certo la strategia migliore!

Marco Montemagno

Sicuramente REINVENTARSI costerà di più, ma è l’unica strada per vincere, ed ecco a voi la ricetta fornita da Montemagno su cui riflettere:

1) sdoppiarsi, dare fuori parte di sviluppo, non voler avere tutto all’interno ma collaborare, e fare partnership. Anche Google ha dato fuori lo sviluppo perché le aziende grandi non sono pensate per creare innovazione ma per essere efficienti
Ed ecco che anche nel settore bancario si parla di Open Banking con sviluppo di software basato su API per interfacciare le soluzioni di altri players, così anche il settore delle Business Information e Recupero crediti deve valutare partnership con IT players (sight!)

2) kill our business, in altre parole cercare di mettersi fuori dal mercato altrimenti lo fa qualcun altro al posto vostro. Questo consiglio apparentemente sembra una follia ma se ripercorriamo la storia di Amazon abbiamo la conferma che è la strada vincente da percorrere. Amazon all’inizio vendeva via web solo libri cartacei facendo la fortuna, ma il suo fondatore volle lanciare il Kindle per la vendita di libri elettronici ed oggi a voi l’analisi di questa scelta!

3) con un mondo che va sempre più verso l’automazione, la differenza verrà determinata dalle persone, dalla loro preparazione, competenze e dall’empatia che riusciranno ad avere con i propri clienti. Come si è verificato in altri settori, in occasione di rivoluzioni tecnologiche, alcune operatività andranno a decadere, esaltandone altre.

Un’altra riflessione da fare è sui grandi players tecnologici come Google, Amazon Facebook i quali hanno la ricchezza maggiore: le intenzioni, perchè quando facciamo una ricerca, ad esempio “quale è il miglior prestito per…” manifestiamo un nostro interesse ed esprimiamo l’intenzione.

Solo conoscendo le esigenze attuali e futuri, gli interessi dei potenziali clienti si può vincere con proposte personalizzate e soluzioni interessanti.

In altre parole, quando un’azienda ha la tecnologia e conosce le intenzioni, praticamente ha in mano il mercato!

Quanti spunti e riflessioni, abbiamo la sensazione di essere solo agli inizi!

Video: Marco Montemagno Keynote – La rivoluzione Fintech