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Notai e l’esclusiva degli atti

Nel mese di marzo si è verificato un evento che ha avuto come oggetto la Conservatoria, notai e l’esclusiva degli atti, un evento da molti definito “epocale”, un provvedimento che ha estromesso di fatto la figura del notaio.

Il il Tribunale di Pordenone, in sintesi, ha accolto il ricorso di due legali che hanno chiesto l’autorizzazione alla trascrizione nei registri immobiliari di un passaggio di proprietà nell’ambito di una pratica di negoziazione assistita.
I due coniugi hanno concordato il passaggio di un immobile in una pratica di separazione con l’istituto della negoziazione assistita. Il tribunale ha obbligato il Conservatore a trascrivere il passaggio di proprietà nei registri immobiliari senza coinvolgere un notaio.

“Il notariato attende di conoscere le motivazioni che hanno determinato il Tribunale di Pordenone ad assumere la decisione in oggetto, a fronte di un dettato normativo che chiaramente attribuisce solo ai pubblici ufficiali, e quindi al notaio, la competenza a regolamentare i trasferimenti immobiliari nell’ambito della procedura della negoziazione assistita”

I Notai, comunque conservano l’esclusiva perché anche l’Europa riconosce l’esclusiva ai notai dell’autentica delle firme negli atti di costituzione o di trasferimento di diritti reali immobiliari.

Comunque non dimentichiamoci le grandi novità previste nel Ddl Concorrenza che prevede per la professione notarile una drastica riduzione del numero, circa la metà dell’attuale: un notaio ogni 5mila abitanti!

È già alcuni anni che dibattiamo su questi temi e non è ancora detto l’ultima…intanto noi investiamo per accrescere valore a questi atti nei processi di valutazione e recupero dei crediti attraverso la procedura ADTI Conservatoria che consente di organizzare le ispezioni sull’intero territorio nazionale ed archiviare le informazioni in modo strutturato pronte per essere aggregate in report o in pratiche ed entrare nel sistema informativo aziendale.

Il modulo ADTI si apre alla Conservatoria

Anacredit tra aspettative e timori

Anacredit tra aspettative e timori, sarà la banca dati europea integrata delle segnalazioni che potrebbe mandare in pensione le vecchie centrali rischi delle banche centrali per una migliore politica economica-monetaria e per fare una radiografia puntuale delle sofferenze bancarie.

La Banca Centrale Europea raccoglierà a partire dal 2018 dati granulari e comparabili relativi al credito concesso dalle banche, con finalità statistiche e di vigilanza. In Italia la nuova segnalazione interessa oltre 70 istituti bancari.

Questo progetto ancora sconosciuto al grande pubblico, apporterà una rivoluzione nel sistema di reportistica delle banche che saranno chiamate ad effettuare contribuzioni di dati granulari e non di sintesi come l’attuale sistema.

Per le banche europee comporterà profonde trasformazioni dei processi operativi e dei sistemi informativi per la creazione di basi dati più complete. La maggiore granularità consisterà nel raccogliere informazioni di dettaglio sulle esposizioni in sofferenza, sulle eventuali garanzie reali o di altro tipo e sullo stato delle procedure di recupero.

Tale dettaglio consentirà una migliore gestione anche dei Non Performing Loans (NPL) poiché ogni banca dopo la trasmissione agli organi centrali, potranno ricevere feedback su come gestire al meglio questi crediti.

Già da tempo Banca d’Italia ha evidenziato agli intermediari come migliorare i processi di gestione delle partite anomale per limitare i flussi di ingresso verso tale categoria e accelerare lo smaltimento degli ingenti stock.

Il maggior ostacolo per lo sviluppo in Italia del mercato NPL è la difficoltà delle banche nel mettere a disposizione dei potenziali acquirenti un adeguato e affidabile set informativo di dati aggiornati a livello informatizzato, comportando così tempi lunghi per la definizione delle trattative e quindi molte volte giungere a sconti sul prezzo di vendita di tali crediti.

L’impatto di Anacredit non sarà soltanto sul mondo bancario ma, soprattutto rappresenta un’incognita per le imprese che necessitano di finanziamenti e, in un secondo step anche per i singoli consumatori che accedono ai mutui.

Le nuove esigenze e direttive avranno una ricaduta interessante anche per gli info-provider e agenzie di informazioni commerciali?

Nel processo gli info provider di sicuro verranno chiamati a fornire sempre più dati di qualità, strutturati e gestiti con strumenti informatici evoluti.

Se fornisci servizi informativi a banche anche di medie e piccole dimensioni devi valutare soluzioni applicative che ti consentano di acquisire dati dalle fonti pubbliche, normalizzarle, aggregarle e fornirle agli istituti in modalità strutturata!

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Plus24 – Il Sole 24 Ore

Le Informazioni Commerciali, dal Codice Deontologico al Web!

È stato pubblicato nel mese di Ottobre il testo definitivo del Codice Deontologico dove vengono fissate le regole per il corretto uso dei dati sull’affidabilità commerciale per regolare un settore così importante.

Vogliamo fare alcune riflessioni insieme a voi sulle novità introdotte dal Codice sul trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale per valutare anche nuove opportunità di business.

Tra i numerosi punti previsti nel testo, vogliamo porre l’attenzione sulle “fonti pubblicamente e generalmente accessibili a chiunque” che possono essere usati ed estratti…è la prima volta che viene specificato in modo dettagliato e chiaro che i dati reperiti su testate giornalistiche cartacee o digitali, informazioni da elenchi telefonici, da siti web di enti pubblici o altre autorità di vigilanza e controllo possono essere trattati senza il consenso degli interessati.  Attenzione: è importante annotare sempre la fonte dalla quale sono stati estratti i dati del soggetto.

Quindi le società di informazioni devono porre sempre più attenzione alle fonti accessibili a chiunque.
Ma il mondo web e i social possono essere fonte informativa?
Sicuramente ne parleremo approfonditamente in convegni. tavole rotonde e incontri con guru della materia, noi semplicemente vogliamo condividere anche la notizia che abbiamo letto recentemente su un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma dove si definisce “legittimo il diritto di critica che si esercita nel comunicare a tutti la morosità altrui”, insomma il creditore può pubblicamente comunicare con un “semplice post” i nomi dei propri debitori e gli importi non pagati. Naturalmente i fatti devono essere veri ed espressi senza giudizi personali!

Quindi a breve leggeremo: “fonte Facebook”?

Non sappiamo se sarà proprio così ma sicuramente l’agenzia si trova a consultare sempre nuove fonti, impensabili fino a qualche anno fa e a valutare attentamente che questi rispondano ai criteri indicati nel Codice di Deontologia del Garante.
Tutto questo, secondo noi richiederà di sicuro, una nuova formazione del personale in ambito “digital” su nuovi strumenti e differenti fonti da consultare, far crescere la cultura del dato e dell’informazione e perchè no, valutare nuovi sistemi di editor e redazione.

Forse è il momento di rinnovare il proprio gestionale di Redazione per poter stare al passo con le novità ed offrire Informazioni Commerciali più complete!