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La morosità condominiale è in allarmante aumento

Secondo i dati raccolti da Anammi, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, la morosità condominiale è in allarmante aumento: dal 20% del 2013 si è passati al 30% di oggi;il fenomeno è diffuso in tutte le tipologie di edificio.

Ormai un terzo degli italiani dilaziona costantemente il pagamento delle quote dovute per le spese in condominio. Si decide di saltare prima una rata, poi un’altra, poi un’altra ancora, entrando così nel tunnel della morosità condominiale, dal quale è poi difficile uscire. Una volta accumulata una certa somma, infatti, è ancora più complicato e oneroso rifondere il debito”…dichiara il presidente dell’associazione.

Per le agenzie di informazioni commerciali, investigative e società di recupero crediti che desiderano proporsi agli Amministratori di Condominio con soluzioni concrete possono avvalersi della piattaforma web WorkArea dove l’Amministratore di Condominio accede velocemente a tutti i servizi e rapporti informativi per la valutazione dell’affidabilità economica-commerciale di persone fisiche e giuridiche, servizi immobiliari online per ottemperare alle scadenze dell’anagrafe tributaria e servizi per valutare attività di Recupero Crediti.

Nel dettaglio le aree informative a disposizione sono:

  • Dati pubblici, accesso online alle Camere di Commercio italiane e banche dati eventi negativi
  • Servizi Immobiliari, informazioni online per indagini catastali e sul patrimonio immobiliare di un soggetto
  • Report aggregati, per valutare l’affidabilità economica-commerciale
  • Servizi per Recupero Crediti, rintracci anagrafici, professione, eredi e report patrimoniali.

Sei interessato? scrivici

Consulente del Credito e Agente Immobiliare per un Agenzia 4.0

Tutti ormai abbiamo sentito parlare di Industria 4.0 che nasce dalla quarta rivoluzione industriale, ossia il processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

Ed ecco che anche il Consulente del Credito e l’Agente Immobiliare insieme potranno svolgere un’attività innovativa ed efficace a supporto della clientela in un Agenzia immobiliare 4.0.

Con la revisione della normativa cosiddetta “Segnalazione dei mutui” l’agente immobiliare può tornare a segnalare ai mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria (iscritti all’OAM) i clienti che necessitano di un mutuo. Questa nuova normativa annulla la precedente con la quale nel 2012 si vietava all’agente immobiliare questa attività.
Le stime parlano di 60%-70% di richieste di finanziamento sugli acquisti di immobili.

Inoltre con l’approvazione della nuova legge europea che sancisce “le incompatibilità” si configura come una vera e propria rivoluzione per gli agenti immobiliari poichè esclude dall’attività di mediazione i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi, di enti pubblici o privati.

Tutte queste novità e il rischio della disintermediazione in genere paventato dalle numerose start-up real estate arrivate sul mercato spingono l’Agenzia a trasformarsi e diventare multidisciplinare e multiservizi per poter conquistare la fiducia del cliente e soprattutto soddisfare le diverse esigenze sia del venditore sia dell’acquirente, insomma fare quel salto di qualità che consenta di superare le criticità dell’attuale mercato.

Multidisciplinare perché dovrà “contenere” al suo interno più professioni e specializzazioni, dal consulente del credito, al geometra, all’avvocato per poter fornire risposte e servizi al cliente che non deve essere costretto a cercare da solo le figure professionali giuste per giungere alla decisione. Infine non ci dimentichiamo le competenze legate alle procedure per la vendita all’asta, con e senza incanto, e le possibilità di intervento degli agenti immobiliari professionali come consulenti in ambito di esecuzioni immobiliari.

Multiservizi perché offrendo servizi anche complementari alla propria attività consentirà  di creare beneficio per il cliente, servizi per chi vende casa e servizi a tutela dell’acquirente come creare un “fascicolo documentale online” che consente di avere tutte le visure, le verifiche e i documenti necessari per procedere e giungere al rogito senza brutte sorprese.

Inoltre anche per il Consulente del Credito che presenterà il soggetto all’istituto finanziatore occorre fornire gli strumenti e servizi per svolgere al meglio la propria attività, valutando opportunamente le caratteristiche di affidabilità economica-commerciale del cliente senza incorrere in perdite di tempo.

Ecco che l’Agenzia 4.0 deve stringere partnership per ampliare le offerte e migliorare lo standard di servizio che di sicuro permetterà di aumentare in numero degli immobili intermediati e tutto questo certo avrà un impatto positivo per la ripresa del mercato immobiliare

Esperti e osservatori stanno cercando di capire come cambierà il lavoro, quali nuove professionalità saranno necessarie e quali invece presto potrebbero scomparire con l’industria 4.0, noi di AIM ci siamo con soluzioni e servizi concreti:

SKANNER – La piattaforma delle Informazioni Immobiliari 

Bilancio Catastale PLUS – Report informativo sul patrimonio immobiliare

Servizi per valutare l’affidabilità di soggetti italiani e esteri

Per info, scriveteci

NPL Servicing Industry e il mercato UE

NPL Servicing Industry e il mercato UE, novità e curiosità!

Siamo in attesa della nuova direttiva europea che determina la nascita del mercato unico europeo degli NPL regolamentando la vendita e la gestione di questi, ad oggi ancora in fase di proposta e non ancora direttiva, forse vedrà la nascita a Maggio.

Sono molte le preoccupazioni e perplessità per questa nuova normativa sul credito che istituzionalizza il mercato unico europeo delle compravendite NPL e che ha spinto ad urlare al “disastro” e al pericolo di speculazioni finanziarie.

Ormai i crediti deteriorati ancora dentro le banche italiane sono circa 33,4 miliardi di euro, registrando un calo del 43,7% rispetto a gennaio dello scorso anno (59,4 miliardi) da fonte ABI.

E i dati del NPE RATIO, ossia la percentuale di crediti deteriorati con il totale del rischio di credito riportati in una presentazione di PWC sono:


Le preoccupazioni sono molte visto che ad oggi i bilanci delle banche non “sembrano stare meglio” malgrado le cessioni fatte in fretta e furia, insomma dopo questo primo periodo di “trading di NPL” il punto su cui dobbiamo focalizzarci sono le performance dei recuperi e dei guadagni che risultano ben distanti dalle aspettative: ma di fronte alle difficoltà si aprono grandi opportunità per gli operatori del settore.

Il sistema quindi necessita di incrementare i mercati secondari, dove a vendere non saranno più le banche ma altri attori e investitori che rimettono gli NPL sul mercato con rischi di perdita di valore e soprattutto rischi di speculazioni, ed è qui che possiamo veramente riprendere le carte in mano e fare delle valutazioni e due diligence reali, analizzando i dati, i singoli assets per giungere a conoscere quel credito e decidere la migliore gestione di questo.

L’efficacia industriale dei recuperi è chiave e potenzialmente migliorabile

Tutti noi, operatori della filiera NPL Servicing Industry, dobbiamo concentrarci sul processo, supportando concretamente i servicer che ad oggi hanno fatto le corse per accaparrarsi queste cessioni di NPL trovandosi a gestire masse enormi di crediti secured e unsecured con difficoltà ad organizzarsi in termini di risorse e processi.

Le dichiarazioni dei più grandi servicer italiani apparse sui principali quotidiani economici confermano che, malgrado l’incremento del personale c’è ancora molto da fare e che la chiave per una gestione effettiva ed efficace di questi crediti sta nella tecnologia per dare supporto e oggettività all’operato delle persone e di conseguenza poter incrementare i risultati, ad oggi veramente deludenti.

Per bloccare questo mercato “di figurine”, così ironicamente denominato in un articolo della giornalista Longo su Il Sole 24 Ore, i servicer devono avvalersi di partner IT per aumentare la capacità industriale e quindi raggiungere economie di scala.

Infine ci teniamo a ricordare una delle novità previste da questa nuova norma, ossia l’introduzione di un meccanismo di vendita dei beni dati in garanzia che non passi per i Tribunali (escussione extragiudiziale), forse affidandosi ai Notai, in modo da accellerare i tempi e quindi recuperare l’investimento in questi crediti inesigibili.

Per concludere, sicuramente dobbiamo focalizzarci sulle attività e soluzioni che consentano di far aumentare il valore dei crediti e di riparare al disastro dovuto alle norme stringenti che hanno portato a svendere gli NPL.

Noi siamo il partner tecnologico per la nuova NPL Servicing Industry che vuole attraverso sinergie puntare sull’efficienza e quindi sul valore.

WorkArea PROVIDER per gestire in modo massivo un portafoglio pratiche NPL ed organizzare processi di Due Diligence.

PSD2 e Zalando: cosa succede in Italia?

Il mese di gennaio 2019 è stato proprio un mese importante, se da una parte l’Italia ha visto entrare in vigore la normativa europea sui pagamenti digitali (PSD2) dall’altra si è letto dell’incredibile annuncio dell’ecommerce fashion Zalando che ha introdotto il pagamento posticipato.

Stiamo vivendo sicuramente una evoluzione-rivoluzione che è destinata a cambiare il mercato dei pagamenti per i consumatori, il modo di fare banca con l’arrivo sul mercato di nuovi attori che faranno fornitori di “servizi di tipo bancario“, quindi cambiano le regole del gioco e solo chi metterà al centro il consumatore con le sue esigenze e le sue necessità potrà crescere e far parte di questi mercati.

Infatti la chiave di successo per essere protagonisti è la personalizzazione dei servizi offerti, le nuove opzioni di pagamento infatti devono offrire un’esperienza di acquisto fatta su misura per i bisogni di ogni cliente.

Da un lato quindi abbiamo la direttiva PSD2 che offre ai consumatori maggiori opportunità di scelta tra tutti i servizi che i vecchi e nuovi proponenti offriranno, dalle banche ai terzi operatori denominati TPP, Third Party Provider. Questo permetterà di entrare in contatti con nuovi soggetti che consentiranno di svolgere operazioni di pagamento, ma anche offrire prestiti o effettuare investimenti.

La maggiore facilità con cui sarà possibile effettuare pagamenti consentirà ai consumatori di avere numerosi benefici, in primis risparmio su commissioni e spese grazie alla concorrenza sfrenata.
Tutto si semplificherà, ad esempio sarà possibile acquistare e pagare una canzone su iTunes interfacciandosi direttamente con la propria banca, senza intermediari grazie alle applicazioni realizzate dagli  TPP che utilizzano le API per far dialogare in modo sicuro i sistemi di tutti gli attori che operano sull’intera filiera del payment.

Dall’altra, nel nostro paese il colosso Zalando, con più di 25 milioni di clienti attivi in tutta Europa, ha annunciato l’introduzione di nuovi metodi di pagamento, esattamente servizi di pagamento posticipato, un sistema già sperimentato con successo in Francia. Zalando dà la possibilità ai clienti di acquistare prima, rimandare indietro alcuni prodotti e pagare successivamente, entro due settimane, solo quello che si è scelto di tenere. Questo sistema offre al cliente un periodo più lungo per il pagamento favorendo un maggior ricorso allo shopping online.

Innovazione e attenzione alle esigenze degli utenti possono mettere in discussione le vecchie logiche e gli equilibri storici!

Data Remediation: come i servicer possono essere della partita

Con il termine Data Remediation si intende tutte quelle attività necessarie a popolare e completare i database proprietari relativi ai portafogli di crediti NPL oggetto di valutazione ed eventuale cessione soprattutto nel settore bancario.

La qualità del credito è condizionata dalla qualità dei dati

Ad oggi questa tematica è sempre molto attuale, malgrado sono anni che la problematica della gestione NPL è discussa e affrontata, a seguito di numerose cessioni e acquisizioni comunque  risulta fondamentale avere un database che contenga informazioni complete e soprattutto aggiornate per una corretta valutazione di portafogli senza rischiare grandi deprezzamenti e/o per procedere con un recupero efficace.

La maggior parte degli originator, tra cui molte banche medio-piccole, non è strutturata per svolgere autonomamente questa attività.

Anche le linee guida europee e quelle italiane hanno rivisto il tema degli NPL ed è risultato che una gestione più accurata è più redditizia di una cessione veloce.

Ed ecco che i servicer/outsourcer sono ancora in gioco per questa preziosa e strategica attività di arricchimento e verifica delle informazioni per dare agli originator, ai main servicer gli strumenti efficaci per una valutazione accurata indipendentemente dal fatto che l’istituto decida di fare una gestione interna o in outsourcing.

È necessario arricchire e segmentare il Loan Data Tape (LDT), il database che deve contenere i dati relativi ai crediti e ai debitori. Le informazioni di maggiore interesse per aggiornare le posizioni e le relative garanzie reali e personali continuano ad essere le informazioni catastali, la verifica della presenza di atti negativi (protesti e pregiudizievoli), lo stato delle procedure esecutive e concorsuali, stima aggiornata del valore.

Ed ecco che i servicer, le aziende di recupero crediti e informazioni commerciali possono diventare protagoniste in questa attività e proporsi in modo competitivo al mercato se investono in tecnologia per velocizzare e ottimizzare l’attività di Data Remediation.

Poiché i sistemi operativi delle banche sono basati sulla contabilità e non sulla gestione, i servicer indipendenti devono sfruttare questa opportunità!

Lo strumento ideale per la costruzione del set informativo completo ed adeguato per la valorizzazione del portafoglio è WorkArea Provider, procedura per configurare indagini personalizzate per tipologie di credito e automatizzare i flussi.

L’iter consente poi di creare un dataset per avere un loan data tape completo e quindi poter integrare il tutto nei processi di gestione dell’istituto.

La tecnologia aiuta l’outsourcer nella specializzazione e nel partecipare attivamente alla partita NPL.

Richiedi Info su WA Provider

Real estate e Procedure Esecutive: come non disperdere il valore degli immobili

A distanza di alcuni anni dall’entrata in vigore delle modifiche normative relative alle procedure esecutive per semplificare e velocizzare i tempi della giustizia per un recupero dei crediti garantiti da immobili i numeri che ne emergono non sono certo soddisfacenti soprattutto in merito a non disperdere il valore degli immobili. Ad oggi le diverse soluzioni per migliorare l’accessibilità e la visibilità delle procedure non hanno portato a quella rivoluzione auspicata.

Su un punto, tutti noi concordiamo, la soluzione non può essere quella di vendere al ribasso solo per chiudere il procedimento, quindi l’obiettivo da perseguire deve essere quello di cancellare il debito completamente con soddisfazione di tutte le parti.
Un maggior valore dell’immobile è positivo per tutta la catena, per il debitore che ha maggiori risorse per pagare i creditori ed avere un eventuale somma in più potrebbe aiutare a risollevare la sua posizione.

Anche se vi è stato un sensibile incremento sulle aggiudicazioni, i numeri post riforme 2015-2016 sono:

Fonte: Il Sole 24 Ore

Comunque ad oggi le procedure d’asta rappresentano un potenziale epilogo solo per una parte trascurabile dei crediti in sofferenza.

Altra nota sicuramente negativa nel percorso intrapreso è la sospensione da febbraio della consultazione delle aste telematiche da parte del Garante della Privacy, così le difficoltà non diminuiscono.

Un elemento su cui focalizzare l’attenzione sicuramente è l’eccessiva differenza, direi troppa, tra i valori degli immobili compravenduti nel libero mercato e quelli aggiudicati in asta.
Altro parametro fondamentale è il tempo di effettivo ingresso a vendita avvenuta, non dimentichiamo che dilatando l’arco di tempo per l’effettiva liberazione questo porterà alla probabile conseguenza di deprezzamento del valore e ad oggi, vi un emendamento (in sede di conversione) che prevede di introdurre un arco di tempo più ampio per la liberazione dell’immobile pignorato.

Come possiamo recuperare i debiti senza andare all’asta?

Ed ecco che dobbiamo “ripartire” soprattutto ad investire nella fase pre-asta e gestire la transazione fuori dai tribunali per ridurre il gap tra Market Value e Judicial Market Value degli immobili. La fase pre-asta quindi avrà bisogno anche di una migliore regolamentazione.

I punti cruciali della problematica Npl Secured e recupero immobili dove investire con una migliore gestione sono:

  • coinvolgere operatori che hanno ottima conoscenza del mercato immobiliare
  • individuare soluzioni alternative per collocare l’immobile
  • nascita di una figura ibrida tra avvocato e agente immobiliare

Sul tema di valorizzare il momento precedente per non arrivare ad un “prezzo vile” dell’immobile trova d’accordo tutti gli operatori, dai servicer Real Estate ai Notai che hanno iniziato a concentrare la loro attenzione su questa fase per non portare all’eccessiva svalutazione con:

  1. definizione di sistemi e standard di valutazione immobiliare
  2. portali per vendite più fluide e veloci
  3. profilare meglio l’offerta e la domanda adottando strumenti innovativi che sgravano settore finanziario
  4. trovare soluzioni complementari alla vendita, gestire attraverso veicoli come “affitto con futura vendita” anche per lungo periodo

Fonte: Associazione T6 – 4° Convegno Nazionale

Investire nella fase pre-asta è necessario per salvaguardare l’economia nel suo complesso, occorre quindi investire sui servizi immobiliari, stime e valutazioni comparativi, figure con competenze su real estate, servicer indipendenti nei servizi Real Estate che operano sulla qualità dei dati, verifica e valutazione.

Tutto questo per analizzare quali trasformazioni ci aspettano e, noi di AIM Credit Solutions, con la business unit Real Estate siamo pronti per essere protagonisti e non semplici spettatori.

PropTech, Fintech nel Settore Immobiliare

È il momento di conoscere e approfondire la trasformazione digitale del settore immobiliare denominata PropTech che, malgrado in Italia è ancora agli albori, vedrà nel 2019 interessanti proposte e tra i protagonisti ci saremo sicuramente anche noi di AIM.

Il termine PropTech è nato nel 2014 nel Regno Unito e deriva dalla fusione delle parole property (proprietà) e technology (tecnologia), fa riferimento alla innovazione legata al settore immobiliare per renderlo più efficiente e produttivo.
Anche in questo settore iper-conservatore ci sono prodotti innovativi, tecnologici e nuovi modelli di trasformazione del mercato di estremo interesse.

La definizione più condivisa di PropTech, è quella dell’Università di Oxford che recita:

“PropTech è una piccola parte della più ampia trasformazione digitale del settore immobiliare. Descrive un movimento che guida un cambiamento di mentalità con il settore immobiliare e i suoi consumatori in merito all’innovazione basata sulla tecnologia nell’assemblaggio dei dati, nelle transazioni e nella progettazione di edifici e città “

Questa innovazione mira a rivoluzionare il mondo del Real Estate in modo da adattarlo pienamente al mondo digitale…. ricorda in modo speculare quello che è successo al mondo della finanza, generando il termine Fintech che sempre più spesso ne sentiamo parlare dai media e che ha avuto una forte diffusione nel corso di questo anno soprattutto con l’arrivo della PSD2, cioè di tutti quei sistemi di pagamento o di accesso alla gestione on line del proprio conto bancario attraverso l’utilizzo di software di terze parti autorizzate, introducendo con tutta evidenza il rischio di disintermediazione tra le banche e la propria clientela.

Minaccia o opportunità per il Real Estate?
Molte società in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi anglosassoni, stanno puntando su questo nuovo mercato fiutando business. In particolare, la tecnologia viene utilizzata per creare o rinnovare servizi offerti nel settore immobiliare per vendere, acquistare, affittare, commercializzare e gestire le proprietà.

Il settore PropTech sta progredendo esponenzialmente di anno in anno in paesi come Regno Unito, Germania e Spagna. A livello globale, uno studio della Oxford University ha censito 150 proptech a livello globale suddivise in questi 3 ambiti:
smart real estate, che facilita l’operatività e la gestione degli asset immobiliari a diverse scale;
shared economy che punta al consumo collaborativo nell’utilizzo degli immobili
real estate fintech che si concentrano sulla fase transazionale della proprietà immobiliare, incluse le informazioni a supporto delle transazioni commerciali.

Le imprese PropTech creano nuovo valore aggiunto alla catena del settore immobiliare con:

  • Software di gestione degli immobili a supporto dell’attività;
  • Applicazione di nuove tecnologie come la realtà virtuale per permetterci di visitare la proprietà anche a distanza
  • Valutazione e stime comparative con l’analisi di Big Data

A ben guardare possiamo suddividere le startups immobiliari in 2 categorie:
1. Quelle che vengono in aiuto ai professionisti e aziende con strumenti supplementari per migliorare la sua offerta e la produttività.
2. Quelle che vogliono rimpiazzare i professionisti dell’immobiliare.

Le possibilità sono immense, i promotori e gli agenti immobiliari che saranno in grado di scegliere queste nuove proposte, potranno crearsi dei vantaggi competitivi interessanti e offrire ai propri clienti una offerta più personalizzata e flessibile.

In particolare è il mondo bancario che deve cogliere l’opportunità ed investire sulle imprese che realizzano soluzioni PropTech per offrire ai propri clienti un servizio completo e d’aiuto per realizzare il proprio “progetto casa”, dal mutuo alla ricerca dell’immobile.

Ed ecco che AIM con la piattaforma informativa immobiliare SKANNER.IT fornisce una innovativa user experience per l’indagine immobiliare e la sua valutazione navigando semplicemente la mappa. SKANNER rende possibile esplorare il territorio ed accedere alle informazioni immobiliari di dettaglio: conoscere il valore di un immobile per valutare l’acquisto o la locazione, scoprire il proprietario di un edificio, verificare i dati ufficiali e tutte le caratteristiche del bene evitando così truffe.

Purtroppo ad oggi, i principali sostenitori e finanziatori di questo nuovo settore sono operatori di venture capital e pochi acceleratori, mentre il mondo bancario sta ancora “a guardare”. In Italia possiamo annoverare solo il caso di BPER Banca che ha investito in una piattaforma per le compravendite tra privati.

Per capire la portata del fenomeno basti pensare che solo nell’ultima settimana 2 PropTech, la Yopa e la Habito, due piattaforme internet operative in Inghilterra, hanno raccolto oltre 45 milioni di euro dai venture capitalist.

A nostro avviso il mondo bancario deve aprirsi alle imprese che propongono tecnologia e innovazione digitale per affrontare varie problematiche del mercato immobiliare. Non dimentichiamo le nuove disposizioni di vigilanza bancaria in materia di investimenti in immobili entrate i vigore il 20 ottobre 2018 per incentivare la gestione proattiva delle garanzie immobiliari al fine di ottenere la rapida riduzione dei crediti deteriorati.

Del settore Real Estate e di tutte le novità che lo coinvolgono, ne continueremo a parlare approfonditamente nel 2019…..a presto!

 

 

NPL e la filiera: criticità, trends e profezie per il 2019

Il 2018 ha visto un numero elevato di cessioni di NPL e nell’ultimo mese sono numerosi gli articoli che disegnano una mappa molto dettagliata dei crediti Non Performing, volumi delle cessioni, a quali prezzi e quanti sono ancora in carico alle banche.

Il volume delle cartolarizzazioni di NPL dal 2012 ad oggi è più che raddoppiato!

I crediti deteriorati in circolazione in Italia superano i 400 miliardi di euro: 220 sono sui bilanci delle banche, 140 in mano agli investitori, e i restanti 50 miliardi arrivano dalle imprese (utilities, tlc, assicurazioni). Negli ultimi 12 mesi i NPL “bancari” si sono ridotti di 79 miliardi per effetto delle pressioni normative e della cessione di grossi portafogli e ci si aspetta che a fine anno le cessioni raggiungano i 94 miliardi.

Fonte: Comunicato Stampa di CreditVillage – CVDAY 2018

Il 2018 ha visto la dismissione di NPL da parte delle banche a tappe forzate costrette dalla Vigilanza della BCE con conseguenze disastrose che hanno portato le banche a registrare ingenti perdite.

Le banche sono state costrette a vendere in 2 anni crediti in sofferenza per €164 miliardi, a prezzi anche fino al 15% del nominale che consentiranno ai compratori di ottenere un rendimento del 10/12%; anche solo il 10% in più, ragionevolmente ottenibile con un realizzo meno affrettato, avrebbe significato €16,4 miliardi di minori perdite per le banche

Fonte Il Sole 24 Ore

E nella filiera del recupero cosa è successo?

Le aziende di recupero crediti hanno visto ridurre sempre più la redditività, ormai questo trend è partito dal 2010 perché il mercato ha richiesto a queste realtà grandi investimenti nella compliance per partecipare ai giochi che gli NPL prospettavano.

Purtroppo, nella realtà, per molti di questi servicer non è stato possibile presentarsi alle banche per fare “acquisti di NPL” poiché le somme richieste comunque erano troppo elevate per le loro dimensioni e, come si dice “gli NPL non vengono venduti a rate”.

Le aggregazioni e fusioni tra i servicer previste e auspicate non si sono realizzate, in pratica anche nel settore della debt collection, come nel mercato delle PMI italiane, le aggregazioni non sono viste come un’opportunità.

Cosa abbiamo imparato da questo anno?

Perdite per le banche e margini ridotti per i servicer ci devono far riflettere per trarre lezione dal 2018 e analizzare i punti dove migliorare.

Sicuramente il sistema deve approfittare della buona notizia che arriva dalla Commissione Economica del Parlamento Ue Bruxelles dove stanno per essere approvate regole meno rigide per il prossimo anno.

Comunque il 2019 inizierà con una grande mole di crediti deteriorati da gestire e le previsioni sono che comunque le dismissioni di Npl continueranno ad essere significative grazie anche a cessioni multi-originator consentendo così anche alle banche di dimensioni più piccole di offrire al mercato i propri portafogli di Npl uniti ad altri per renderli più “appetitosi” agli investitori.
Le sofferenze stanno continuando a passare dalle “pancia” delle banche a quella dei fondi e dei veicoli di investimento.

Da ora in poi la chiave sta nella gestione e nel recupero.

Quali profezie sono le più accreditate per il 2019?

Un punto di sicuro interesse dove tutti gli attori della filiera sono chiamati ad investire, in base alle proprie competenze, è la fase di Due Diligence dove occorre veramente valutare i portafogli di NPL oggetto di cessione, al fine di stimarne il valore e determinare un prezzo di acquisto adeguato (pricing NPL).
Quindi occorre investire nell’industrializzazione dei processi, selezionare info provider di qualità che sappiano fornire i dati ma anche integrazione nei processi e tecnologia per rendere questa delicata fase completamente informatizzata e trasparente.

Le banche stanno già cambiando il modello per la gestione NPL, dopo una prima fase di gestione interna, stanno spingendo in outsourcing con notevoli difficoltà.
Ciò sta portando anche alle prime difficoltà e contestazioni in questo settore, vedi le ultime notizie lette sui giornali relative a Bpm che vuole cedere il servizio recupero crediti e il personale sta contestando la scelta.

Mentre le società di recupero punteranno sui seguenti valori: INDIPENDENZA, AUTONOMIA e SPECIALIZZAZIONE per un miglioramento della marginalità. e dovranno investire per trasformarsi da gestore recupero a gestore portafogli. Inoltre le società stanno ampliando le competenze anche nel Real Estate visto che oltre l’80% degli Npl sono Secured…e noi ci siamo con soluzioni AIM Real Estate e con servizi immobiliari svolti da professionisti che certificano i dati ufficiali.

Infine si verificherà anche una cessione massiva anche degli UTP, i vecchi incagli non ancora in sofferenza?

Sicuramente è un settore di estremo interesse per il prossimo anno, anche se gli UTP necessitano di un analisi e studio più approfondito per classificarli e gestirli al meglio, senza pensare solo alla loro “liquidazione”!

Intanto, notizie degli ultimi giorni, è la nascita di un marketplace digitale per il trading di portafogli di crediti.

Ecco che già dal 2018 si delineano i trends per il nuovo anno e siamo sicuri che il 2019 ci riserverà tantissime belle sorprese in ambito NPL e UTP, con soluzioni e proposte innovative per il settore…credeteci e stay tuned!

 

 

“Condominio in Fiera” ci vede protagonisti

Il 14 settembre 2018 si svolgerà “Condominio in Fiera” , un evento riservato a tutti i professionisti che operano nel settore immobiliare e condominiale.

“Condominio in Fiera” è un convegno di portata nazionale, che si svolge a Roma, nella splendida location dell’Acquario Romano ed è patrocinato dall’ente Roma Capitale e dalla Regione Lazio.

Noi di AIM Credit Solutions presentiamo la piattaforma web WorkArea, attraverso la quale l’Amministratore di Condominio accede velocemente a tutti i servizi e ai rapporti informativi per la valutazione dell’affidabilità economica-commerciale di persone fisiche e giuridiche con particolare focus sui servizi immobiliari.

Le aree informative a disposizione sono:

  • Dati pubblici, accesso online alle Camere di Commercio italiane e banche dati eventi negativi
  • Servizi Immobiliari, informazioni online per indagini catastali e sul patrimonio immobiliare di un soggetto
  • Report aggregati, per valutare l’affidabilità economica-commerciale
  • Servizi per Recupero Crediti, rintracci anagrafici, professione, eredi e report patrimoniali.

Vieni a trovarci al desk AIM Credit Solutions n.18 nella parte espositiva disposta al piano terra per ritirare il gadget e valutare l’offerta riservata ai partecipanti.

“Condominio in Fiera” è organizzato dall’associazione A.P.I.C.E, nelle persone dell’ Avv. ti Marco Quagliariello e Roberta Evangelista, ai quali va un grazie particolare.

www.condominioinfiera.it

AIM Credit Solutions

La Blockchain cambierà il Catasto?

La notizia che forse la Blockchain cambierà il Catasto ci ha incuriosito e vogliamo condividere: quando si parla di immobili e di tecnologia, noi di AIM siamo sempre molto attenti!

Il Catasto svedese testerà per la prima volta la blockchain nella vendita di immobili.
L’autorità competente prevede di condurre la prima transazione, mediante il sistema blockchain, nei prossimi mesi.

Pensate che sia una fake news?
Non è così, in Svezia dichiarano di essere già pronti con la struttura di gestione delle operazioni immobiliari e stanno cercando i primi volontari che desiderano vendere e acquistare casa (Fonte: L’articolo di Shefali Anand per il Wall Street Journal).

Oltre a non essere una bufala, non dobbiamo considerarli neppure dei marziani perché hanno ben chiaro quali vantaggi avranno da questa innovazione: hanno dichiarato che la registrazione e il trasferimento dei titoli sarà più veloce, si passerà da un tempo medio di mesi a giorni…c’è chi dice anche ore. Una bella rivoluzione!

La banca dell’acquirente potrebbe emettere il prestito sulla base di questo contratto e concederlo più rapidamente…

Fonte: Rapporto ufficiale sul progetto Lantmäteriet.

La nuova tecnologia blockchain (catena a blocchi – è un registro aperto e distribuito che può registrare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente) ormai  in molti pensano che possa riscrivere il modo di gestire le transazioni sul web rendendole molto più sicure e anti-hacher.

Mentre nel resto del mondo stanno già lavorando concretamente con questa nuova tecnologia informatica in Italia siamo ancora fermi a fare delle ipotesi di utilizzo nella tenuta dei registri pubblici della PA, dai registri catastali ed immobiliari al registro imprese.

News dal mondo:
– Negli Stati Uniti è già dal 2016 che è partito un progetto per testare la creazione di estratti del catasto digitali mediante blockchain.
– In India, lo stato dell’Andhra Pradesh sta sviluppando una soluzione basata su blockchain per registrare le proprietà immobiliari.
– Nella Repubblica di Georgia, già dal 2017 l’Agenzia nazionale del registro pubblico archivia atti di compravendita di immobili e registrazioni di mutui su una struttura blockchain.

Nel nostro Paese c’è una proposta veramente interessante ed è quella di creare una blockchain parzialmente pubblica per incentivare a trascrivere anche le promesse di vendita e i compromessi che ad oggi non vengono quasi mai trascritti in conservatoria. Sulla piattaforma quindi far accedere gli agenti immobiliari, piattaforme immobiliari e i notai dove poter registrare i preliminari e il pubblico deve avere la possibilità di verificare lo stato di un certo immobile in tempo reale.

Noi crediamo che la a tecnologia delle blockchain non è destinata a scomparire ma ci offrirà nuove opportunità interessanti.

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